domenica 11 novembre 2007

Per Gabriele.

Giustizia per la famiglia di Gabriele Sandri, non si può morire per una partita a 26 anni, in nessuna maniera, chi sbaglia deve pagare e, che sia un tifoso o un poliziotto questo non c'entra, chi sbaglia deve pagare.
Da tifoso quale sono, mi sento vicino alla tua famiglia come mi sentii vicino alla Famiglia Raciti.
Non esiste però che se muore un poliziotto si ferma il mondo, se muore un tifoso al massimo ci sono 10 minuti di ritardo...
Davanti alla morte siamo tutti uguali.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

L'omicidio di ieri ha poco a che fare con il calcio ma è un problema di ordine pubblico, il fatto che la vittima fosse un tifoso non è un fatto a mio parere rilevante, quindi non penso che si debba fermare il campionato di calcio in quanto la vittima era un simpatizzante della lazio.
Qualunque connessione con l'omicidio di Raciti penso che sia una forzatura, Il problema sono le tifoserie che hanno usato come pretesto l'omicidio per provocare danni agli stadi e fuori in città(Vedi Bergamo).
Oramai il ragazzo è morto l'unica cosa che si può sperare è che i colleghi del polizziotto non tentino di insabbiare le prove dell'accaduto.

P.S. Spero che i Club di calcio la smettano di considerare le tifoserie organizzate come una parte della famiglia (pres. Lotito) altrimenti di avvenimenti così ne sentiremo parlare ancora.


Gabriele

Anonimo ha detto...

Quando riusciremo a fermare questo vaneggio assurdo del calcio? Domanda da un milione di dollari!!!
Bisogna ripartire davvero da zero, con una buona mano pesante con certi asociali che poco hanno a che fare con lo sport.... poi le morti,non c'é ne una che abbia meno dignitá, son tutte uguali....

paparino lei aggiorni cmq anche sul quartupoliticamentescorretto eh?!?!?! ciao

enrico

Anonimo ha detto...

Parole sante Willi. Ciao.