lunedì 27 agosto 2007

Perchè alla Chiesa sì e a noi no?

Poi le ingiustizie non esistono, leggevo l'altro giorno un' intervista al sottosegretario del Ministero dell' Economia Cento, che diceva appunto che alcuni principi concordatari fissati nella Costituzione fanno si che la Chiesa goda di alcuni privilegi.
Tali privilegi, tipo le agevolazioni legate alle attività commerciali delle istituzioni religiose e più in generale tutti i benefici che si possono contare per attività non propriamente religiose.
Per non parlare dell' Ici sugli immobili della Chiesa (si parla di più di 100 mila fabbricati), anche lì si potrebbero recuperare dei soldi da utilizzare per strutture a favore degli anziani per esempio, nei comuni dove gli immobili della Chiesa ricadono.
Un'altra situazione che si è creata nel tempo è quella degli immobili diventati sedi di Alberghi, cambiando quindi la loro destinazione d'uso, e permettendo alla chiesa di ottenere dei profitti mantenendo anche dei benefici fiscali dati dal fatto che magari precedentemente fossero centri di accoglienza.
Tra le altre cose, i dipendenti della Santa Sede e della Città del Vaticano non pagano l'Irpef su stipendi, pensioni e liquidazioni...
Quello che mi dà maggiormente fastidio, e che un povero Cristo che con tanti sacrifici mette su un' attività, a a che fare con tutti gli enti prediposti al controllo, la Chiesa invece, può aprire un' attività a scopo di lucro e su quell' attività non paga le tasse come gli altri esercenti.
Per chi invece come me deve tirare a campare, tutte le scuse sono buone per portargli via dei soldi con tasse, tributi, Ici etc etc.
Il Vaticano si sa di soldi ne ha parecchi, la mia speranza e che un po' di quei soldi effettivamente gli giri a chi ne ha veramente bisogno, però certi privilegi e ora di rivederli perché la società non può più permettersi questi favoritismi, già bastano i Politici in Italia come sanguisughe...
Non mi sembra nulla di eccezzionale se finalmente anche la Chiesa paghi la dove deve pagare, anche perché per esempio i restauri delle Chiese ricadono sempre su di noi che paghiamo le tasse.
Bisogna scindere una volta per tutte il Parroco che indice messa, e si adopera in favore del prossimo, dal funzionario ecclesiastico che si occupa di monetizzare i ricavi dalla vendita di oggettistica religiosa.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

... ed intanto a pagare siamo sempre noi.

Anonimo ha detto...

grande compagno..sono un amico di monica( quello comunista..) mi ha lasciato l'indirizzo del tuo blog e non potevo mancare..sottoscrivo in pieno tutto quello che hai detto e aggiungo anche un piccolo episodio di vita quotidiana..un prete di un quartiere vicino a casa mia ha praticamente reso inservibile il campetto antistante la chiesa dove giocavano bambini e ragazzi..per fare installare una bella antennona di una decina di metri della tim...risultato?lui si prende 10 mila euro al mese e i bambini non giocano più e si beccano tutte le radiazioni possibili e immaginabili...a te la riflessione. un saluto..hasta la victoria!